Entries tagged with 'Alice'

Bicicletta ed endorfine

  • dicembre 21, 2012 09:10

Smile! Negli ultimi tempi tra viaggi di lavoro e il perito dell’assicurazione che non si decide a venire a vedere Alice ho pedalato veramente poco. Se poi ci aggiungiamo che l’autunno mi mette di cattivo umore con le giornate che si accorciano e il freddo che arriva (che a Madrid è davvero tanto) il quadro è completo e capite che giravo con l’umore sotto le scarpe. La soluzione è stata quella di rimettere in sesto Alice alla buona (con una ruota che ho trovato nell’immondizia a marzo) per tornare a pedalare un po’. Pedalare m’ha messo di buonumore e me lo aspettavo. Il giorno dell’incidente era anche il primo giorno di lavoro dopo le ferie e potete immaginare che proprio non ne avevo voglia. Prendere la bici per andare al lavoro, macinare un po’ di chilometri mi cambiò lo stato d’animo sul serio. La stessa cosa sta succedendo in questi giorni: pedalare mi sta mettendo di buonumore e la spiegazione è presto detta: muoversi, fare attività fisica, anche blanda come la bici, favorisce la produzione di endorfine. Guardate che dice wikipedia a proposito:

Bici rubata (e consigli per non farsela rubare)

  • ottobre 19, 2012 10:12

Non è il numero di telaio!

Non è il numero di telaio!

Ho letto una serie di articoli sul corriere (1, 2 e un commento qui) a proposito di un furto di una bicicletta e dei tentativi di cercarla. Purtroppo Giuseppe, la vittima del furto, ha compiuto una serie di errori a catena, dettati forse da inesperienza. In primo luogo è uscito con una bici di marca e anche ben tenuta che dà molto nell’occhio. Non che sia vietato, anzi lui stesso dice di averlo fatto perché non aveva alternativa, ma le bici più appetibili sono proprio quelle di marchi blasonati e se le parcheggiate in mezzo a tante altre saranno le prime ad essere prese di mira. Su consiglio dei vigili urbani poi ha fotografato il numero di telaio o meglio quel che credeva fosse il numero di telaio. In realtà ha solo fotografato una serie di numeri (forse il modello e qualche parametro costruttivo) che erano sul manubrio e che non hanno nessun valore per recuperare la bici. Il numero di telaio, quando c’è, di solito è punzonato (inciso) sotto la scatola del movimento centrale, quella parte della bici in cui passa l’asse dei pedali. Anche questa cosa però non è che sia di chissà quale aiuto, non essendo obbligatorio un numero di matricola per le bici può essere semplicemente limato o stuccato senza che nessuno possa obiettare nulla. Ha poi legato la bici in bella vista (bene) in mezzo a tante altre (meno bene, tante bici, tanti ladri). L’ha legata con una catena che nel gergo delle ciclofficine è poco più di un filo interdentale. Sebbene siano solide all’apparenza si tagliano molto facilmente e infatti così e stato, guardate qui piuttosto cosa usano a New York per legare una bici. Per legare la mia bici mi assicuro che la stia legando a qualcosa di solido (sembrerà strano, ma molti pali si sfilano facilmente) uso una catena a sezione quadra per il telaio e

Comandi Shimano STI RX100 da otto velocità con pacco pignoni da sette

  • ottobre 15, 2012 13:05

Alle cose buone ci si abitua in fretta e si rimpiangono sempre quando non le si può più gustare. Avendo pedalato su Eva per più di un anno mi ero felicemente abituato ai comandi cambio integrati nei freni. Alice invece montava un gruppo completo Shimano RX100 a sette velocità inizialmente coi comandi cambio sul tubo obliquo, in maniera classica, inizio anni ’90 per capirci. Poi mi sono stati regalati dei comandi integrati del medesimo gruppo, ma per pacco pignoni a otto velocità. A guardare un po’ in giro tutti (i venditori su ebay) garantivano che i primi potessero ben accompagnare i secondi, ma potrebbe essere questione di gusti. Si può fare? Non si può? Proviamo. Ecco a voi la ricetta:

Tempo di cottura: 3 ore circa, ma avevo da fare altre cose sulla bici.

Ingredienti: gruppo Shimano RX100 completo con pacco pignoni da sette velocità, comandi STI da otto velocità del medesimo gruppo fili freno e cambio, grasso, guaine cambio e freno q.b.

Strumenti: brugole, cacciaviti, nastro adesivo.

Difficoltà: media.

Prendete la bici, mondatela del vecchio nastro manubrio, iniziate con lo sfilare i vecchi fili freno (e solo quelli per il momento, che se le cose vanno male

Attrezzi per la bicicletta da portarsi dietro in città

  • ottobre 12, 2012 13:15

Attrezzi da ciclofficinaIl kit che vi servirebbe per stare veramente tranquilli potrebbe essere composto più o meno come in foto, ma potrete essere previdenti quanto vi pare ricordate che è la legge di Murphy:

Se qualcosa può andar male lo farà

che regola le nostre vite e di conseguenza per quanto vi sbattiate vi mancherà sempre proprio l’attrezzo che vi serve. Se anche pensate di infilare in borsa qualche kg di attrezzi questo si rivelerà inutile: se porterete tutti gli attrezzi che avete in casa vi servirà un trapano a colonna o una saldatrice. Se li aveste con voi non avrete accesso alla rete elettrica. Se portate con voi anche un gruppo elettrogeno non avreste benzina e così via. Rassegnatevi: l’universo è fatto contro di noi¹. Fatta questa doverosa premessa vediamo di trovare un giusto compromesso tra quello che vi potrà succedere (tutto) e quello a cui potrete porre rimedio per strada (poco e niente).

Incidente in bici – Lettera agli automobilisti

  • ottobre 8, 2012 20:41

Oggi tornando dal lavoro sono stato investito in bicicletta. Dinamica delle più classiche: andavo a centro strada in pieno giorno, ben visibile quindi, una signora si ferma allo stop, guarda a destra e non mi nota, guarda a sinistra e non c’era nessuno, invece di riguardare a destra passa mentre stavo passando io. Ho urlato, ma non ho avuto neanche il tempo di frenare: preso in pieno. Più che spaventato mi alzo incazzato come non mai e le grido: «¡Me podría matar!». Lei scende quasi in lacrime e palesemente scossa. Un attimo per capire cosa avessi e vista la bella botta alla testa decido di farmi accompagnare da un medico. Lo fa la stessa signora dopo che io ho tranquillizzato lei. Dopo un po’ d’attesa vengo visitato e per il momento pare che non abbia nulla. Alice invece ha due ruote storte, una luce rotta, speriamo nessun danno al telaio, ma ancora devo finire di fare il computo dei danni, di certo devo cambiare anche il casco. Già il casco. La capocciata è stata notevole e ho lasciato anche belle ammaccature alla macchina: di certo mi ha aiutato. Ora ho una serie di dolori sparsi alla base del collo e qualche graffio. La signora ha già chiamato l’assicurazione e nei prossimi giorni verrò contattato per il risarcimento. Ho detto alla signora, veramente mortificata, che la prossima volta deve far più attenzione.

Cari automobilisti, vi rendete conto che a vostra insaputa avete un’arma sotto il culo? Non credo che nessuno di voi sia intrinsecamente cattivo, ma dovreste rendervi conto che potreste ammazzare qualcuno per una semplice distrazione. Accendere una sigaretta, cambiare il CD, girarvi a guardare una cosa o guardare distrattamente a una precedenza, per non parlare di chi mangia, telefona, invia sms o addirittura si trucca. Potenzialmente sono tutti comportamenti assassini. Non cito volontariamente altre cose universalmente accettate come pericolose. Accompagnandomi a casa la signora si era tranquillizzata, le è bastato vedere le ammaccature e i graffi che ho lasciato sull’auto per ricominciare a tremare come una foglia e ha detto: «Te podría matar»…