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Sgancio rapido o quasi

  • ottobre 7, 2012 15:13
Sgancio rapido antifurto

Soluzione non proprio elegante, ma decisamente funzionale.

Sono tornato qualche giorno fa da New York, dove sono passato prima di andare a San Francisco per il ventennale di Critical Mass. New York è bellissima, ma soprattutto è strapiena di biciclette e i furti devono essere all’ordine del giorno sia per quel che riguarda le bici che i loro componenti. La dimensione di catene e lucchetti usati mi sembra un buon indizio in tal senso. Le ruota sono tra le cose che più spesso vengono rubate, soprattutto se dotate di sgancio rapido e non vengono assicurate con una catena. I messenger newyorchesi hanno trovato questa soluzione, non troppo elegante ma funzionale per risolvere il problema. Applicano allo sgancio rapido una fascetta da idraulico per bloccarlo e dubito che il ladro voglia armeggiare per qualche minuto  con un cacciavite per aprire lo sgancio rapido. Certo si potrebbe cambiare l’asse, ma non è propriamente un’operazione veloce e molti messenger non credo che abbiano a disposizione attrezzi e competenze per farlo. D’altro canto se si buca non si deve per forza smontare la ruota per riparare la camera d’aria e se invece si va di fretta e la si vuole sostituire basta avere a portata di mano un cacciavite per allentare la fascetta e di certo si perderebbero molto più tempo o soldi a legare ogni volta anche le ruote o peggio a farsele fregare.

La vera bici da messenger newyorchese

  • ottobre 7, 2012 03:33

Ecco a voi la vera bici da messenger di NYC!

Il messenger newyorchese è una sorta di essere mitologico nell’ambito dei ciclisti urbani, vuole la leggenda che questo personaggio favoloso per fare un lavoro sottopagato e spesso senza copertura medica utilizzi costosi telai da pista, possibilmente senza freni e che trasporti i suoi carichi in grosse borse a tracolla. Girando per NYC non ho mai beccato questa figura, al massimo qualche hipster che girava su bici con la ruota libera sul mozzo flip flop senza montare il freno anteriore perché così fa fico. D’altro canto la cosa è abbastanza strana: perché dovrei utilizzare un mezzo da competizione, da pista per di più, per andare a fare consegne? Come se invece del furgone si utilizzasse una monoposto da formula 1. Girando girando gli unici che ho beccato che andavano a far consegne per NYC erano sudamericani su MTB come questa. Vi faccio notare l’enorme portapacchi anteriore, le fascette da idraulico che bloccano gli sganci rapidi, la robusta catena per assicurare la bici, il parafango posteriore (ma altre bici lo avevano anche anteriore) e il nastro grossomodo in tinta che copre tutta la bici, non so se per motivi estetici o per proteggerla dai graffi e dall’ossido. Insomma uno strumento di lavoro, senza fronzoli, che permette di salire e scendere dai marciapiedi e che tutto sommato è anche molto meno appetibile per un ladro rispetto a un telaio Bianchi pista, coi cerchi a profilo alto in tinta con la catena, la sella San Marco in pelle e il manubrietto con le maniglie a stella. Alla faccia della leggenda!