Entries tagged with 'casco'

Casco rotto

  • gennaio 21, 2013 18:47

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Spaccato!

Dopo quasi quattro mesi dall’incidente l’assicurazione si è fatta sentire e mi ha chiesto di produrre delle foto della bici e del casco. Facendo le foto mi sono accorto che il casco si è spaccato oltre che essersi scollato in diversi punti. Il contenuto del casco invece è rimasto integro.

Fate voi.

Andare in bici in città: consigli di guida

  • gennaio 13, 2013 16:15
Tragitto corretto in verde e sbagliato in rosso.

Tragitto corretto in verde e sbagliato in rosso.

Molti quando sentono che vado in bici in città mi chiedono se non ho paura, se è pericoloso. No, non ho paura e sì può essere pericoloso se non si fa attenzione, ma basta seguire poche regole dettate dal buonsenso.

  • Tenete la destra, ma non troppo. State a destra, ma tenetevi ad almeno un paio di metri dalle auto parcheggiate: gli automobilisti hanno l’abitudine di aprire lo sportello senza guardare e di conseguenza di aprirvelo in faccia. In più stare a due metri dal bordo della carreggiata vi rende più visibili. Se la carreggiata si stringe e la vostra posizione è d’intralcio per le auto che stanno dietro fregatevene e lasciateli pure suonare: stare per strada è un diritto vostroquanto il loro e non ha senso mettersi in pericolo perché qualcuno ha il clacson facile.
  • Siate prevedibili. Cercate di fare in modo che gli altri capiscano dove volete andare, segnalate i vostri cambi di direzione, non zigzagate né buttatevi in mezzo alla carreggiata all’improvviso.
  • Attenti ai binari del tram. Sono terribili e pericolosi, cercate di non passarci troppo vicino se dovete attraversarli fate in modo che le ruote formino con loro sempre un angolo di almeno 30°.
  • Non siate esuberanti, ma nemmeno pavidi.Il traffico ha le sue

Il casco da bicicletta

  • ottobre 9, 2012 13:15

not a fan of the helmetCome detto ieri io uso il casco per andare in bici e aggiungo che lo uso sempre. Ho iniziato a usarlo qualche mese dopo la morte di Eva, dopo che un suo amico ha detto che forse si sarebbe salvata se lo avesse usato. Non è strettamente necessario, non sempre è determinante nel salvarti la vita, spero che non sia mai obbligatorio, ma io continuo ad usarlo e anche ieri mi è stato fondamentale. In rete però si becca gente che dice che è inutile o che addirittura dannoso, ma ogni volta che ho incontrato questo genere di affermazioni non ho mai trovato nessun dato a supporto. Mi ricordano certi complottisti pronti a credere alle teorie più assurde o ragazzini di quindici anni che sostengono che a loro sul motorino non serve perché hanno la testa dura. Io posso invece raccontare la mia esperienza. Nei tre incidenti – fate voi quanto gravi – che ho avuto mi ha di certo protetto. Nel primo e peggiore che ho fatto mi sono ribaltato a 180° perché il portapacchi che andavo a montare su Eva ha deciso di infilarsi nella ruota anteriore. Frattura della mandibola, punti sotto la mento, denti rotti e una bella capocciata. Mi sono alzato ed ero completamente suonato, sono sceso due volte dalla ambulanza per legare la bici, avendo dimenticato che l’avevo legata pochi secondi prima. Medici e infermieri sono stati unanimi nel dire che il ricovero sarebbe stato ben diverso se non avessi avuto il casco. Un’altra volta avevo regolato i freni di Alice in maniera… ehm,  un po’ troppo aggressiva, stavo correndo e una macchina frena improvvisamente, inchiodo pure io:  altro 180°, altri punti sotto il mento, un’altra capocciata e un dito rotto. Anche questa volta i medici hanno detto che il casco è stato utile. Ieri il grosso della botta è stato assorbito dalla ruota anteriore e dal casco stesso, la botta più forte ricordo chiaramente di averla sentita proprio alla testa e sono stato stordito per un po’ di tempo. A voi le conclusioni.

Immagine di dolanh sotto questa licenza CC

Incidente in bici – Lettera agli automobilisti

  • ottobre 8, 2012 20:41

Oggi tornando dal lavoro sono stato investito in bicicletta. Dinamica delle più classiche: andavo a centro strada in pieno giorno, ben visibile quindi, una signora si ferma allo stop, guarda a destra e non mi nota, guarda a sinistra e non c’era nessuno, invece di riguardare a destra passa mentre stavo passando io. Ho urlato, ma non ho avuto neanche il tempo di frenare: preso in pieno. Più che spaventato mi alzo incazzato come non mai e le grido: «¡Me podría matar!». Lei scende quasi in lacrime e palesemente scossa. Un attimo per capire cosa avessi e vista la bella botta alla testa decido di farmi accompagnare da un medico. Lo fa la stessa signora dopo che io ho tranquillizzato lei. Dopo un po’ d’attesa vengo visitato e per il momento pare che non abbia nulla. Alice invece ha due ruote storte, una luce rotta, speriamo nessun danno al telaio, ma ancora devo finire di fare il computo dei danni, di certo devo cambiare anche il casco. Già il casco. La capocciata è stata notevole e ho lasciato anche belle ammaccature alla macchina: di certo mi ha aiutato. Ora ho una serie di dolori sparsi alla base del collo e qualche graffio. La signora ha già chiamato l’assicurazione e nei prossimi giorni verrò contattato per il risarcimento. Ho detto alla signora, veramente mortificata, che la prossima volta deve far più attenzione.

Cari automobilisti, vi rendete conto che a vostra insaputa avete un’arma sotto il culo? Non credo che nessuno di voi sia intrinsecamente cattivo, ma dovreste rendervi conto che potreste ammazzare qualcuno per una semplice distrazione. Accendere una sigaretta, cambiare il CD, girarvi a guardare una cosa o guardare distrattamente a una precedenza, per non parlare di chi mangia, telefona, invia sms o addirittura si trucca. Potenzialmente sono tutti comportamenti assassini. Non cito volontariamente altre cose universalmente accettate come pericolose. Accompagnandomi a casa la signora si era tranquillizzata, le è bastato vedere le ammaccature e i graffi che ho lasciato sull’auto per ricominciare a tremare come una foglia e ha detto: «Te podría matar»…