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Accessorio indispensabile in bicicletta

  • ottobre 10, 2012 13:36

PetSmart bagDi tutte le cose che mi porto dietro quando vado in bicicletta l’unica cosa a cui non rinuncerei mai – se non sotto tortura o adeguata contropartita in denaro o beni voluttuari quali cibi saporiti o beveraggi – è senza dubbio una busta di plastica appallottolata e infilata sotto il sellino. La busta di plastica per la spesa svolge tre comodissime funzioni: copre il sellino o il manubrio in caso di pioggia, può essere usata come guanto per non sporcarsi le mani in caso si tolga la catena e, non ci avreste mai pensato, fa da busta di plastica per la spesa. Se volete coprire sellino e manubrio per preservare i comandi del cambio e impedire che il nastro sul manubrio si impregni d’acqua portatene due, ma accertatevi che la busta che scegliete per il manubrio sia sufficiente, richiede molta più capienza di quanto si possa immaginare ad occhio. Vi consiglio di cercare buste vecchio tipo, non biodegradabili: visto che soprattutto d’inverno di certo un po’ d’acqua se la prenderanno e col tempo potrebbero iniziare a sciogliersi.

L’accessorio indispensabile risulta così indispensabile che più di una volta me l’hanno fregato. I luoghi più pericolosi da questo punto di vista sono i paraggi dei supermercati dove orde di casalinghe allo sbando non vedono l’ora di accaparrarsi una busta in più o l’ennesima offerta speciale. Inutile pensare di rivolgersi alle autorità competenti, i casi sono troppo numerosi e le forze dell’ordine per mancanza di risorse e oberate di lavoro non riescono a contrastare il fenomeno. Cos’altro dobbiamo aspettare per un giro di vite per la repressione di queste bande di facinorose che turbano la serenità degli onesti ciclisti?

Immagine di 19melissa68 sotto questa licenza CC

La vera bici da messenger newyorchese

  • ottobre 7, 2012 03:33

Ecco a voi la vera bici da messenger di NYC!

Il messenger newyorchese è una sorta di essere mitologico nell’ambito dei ciclisti urbani, vuole la leggenda che questo personaggio favoloso per fare un lavoro sottopagato e spesso senza copertura medica utilizzi costosi telai da pista, possibilmente senza freni e che trasporti i suoi carichi in grosse borse a tracolla. Girando per NYC non ho mai beccato questa figura, al massimo qualche hipster che girava su bici con la ruota libera sul mozzo flip flop senza montare il freno anteriore perché così fa fico. D’altro canto la cosa è abbastanza strana: perché dovrei utilizzare un mezzo da competizione, da pista per di più, per andare a fare consegne? Come se invece del furgone si utilizzasse una monoposto da formula 1. Girando girando gli unici che ho beccato che andavano a far consegne per NYC erano sudamericani su MTB come questa. Vi faccio notare l’enorme portapacchi anteriore, le fascette da idraulico che bloccano gli sganci rapidi, la robusta catena per assicurare la bici, il parafango posteriore (ma altre bici lo avevano anche anteriore) e il nastro grossomodo in tinta che copre tutta la bici, non so se per motivi estetici o per proteggerla dai graffi e dall’ossido. Insomma uno strumento di lavoro, senza fronzoli, che permette di salire e scendere dai marciapiedi e che tutto sommato è anche molto meno appetibile per un ladro rispetto a un telaio Bianchi pista, coi cerchi a profilo alto in tinta con la catena, la sella San Marco in pelle e il manubrietto con le maniglie a stella. Alla faccia della leggenda!