Entries tagged with 'sicurezza'

Una luce sui punti oscuri

  • febbraio 1, 2013 12:27

Una_luce_sui_punti_oscuriBella questa grafica a proposito dei comportamenti da tenere quando fa buio. Datele un’occhiata, cliccando sull’immagine la potete vedere a una grandezza decente. Qui, qui e qui le url segnalate nella grafica a portata di click.

Andare in bici in città: consigli di guida

  • gennaio 13, 2013 16:15
Tragitto corretto in verde e sbagliato in rosso.

Tragitto corretto in verde e sbagliato in rosso.

Molti quando sentono che vado in bici in città mi chiedono se non ho paura, se è pericoloso. No, non ho paura e sì può essere pericoloso se non si fa attenzione, ma basta seguire poche regole dettate dal buonsenso.

  • Tenete la destra, ma non troppo. State a destra, ma tenetevi ad almeno un paio di metri dalle auto parcheggiate: gli automobilisti hanno l’abitudine di aprire lo sportello senza guardare e di conseguenza di aprirvelo in faccia. In più stare a due metri dal bordo della carreggiata vi rende più visibili. Se la carreggiata si stringe e la vostra posizione è d’intralcio per le auto che stanno dietro fregatevene e lasciateli pure suonare: stare per strada è un diritto vostroquanto il loro e non ha senso mettersi in pericolo perché qualcuno ha il clacson facile.
  • Siate prevedibili. Cercate di fare in modo che gli altri capiscano dove volete andare, segnalate i vostri cambi di direzione, non zigzagate né buttatevi in mezzo alla carreggiata all’improvviso.
  • Attenti ai binari del tram. Sono terribili e pericolosi, cercate di non passarci troppo vicino se dovete attraversarli fate in modo che le ruote formino con loro sempre un angolo di almeno 30°.
  • Non siate esuberanti, ma nemmeno pavidi.Il traffico ha le sue

Bici rubata (e consigli per non farsela rubare)

  • ottobre 19, 2012 10:12

Non è il numero di telaio!

Non è il numero di telaio!

Ho letto una serie di articoli sul corriere (1, 2 e un commento qui) a proposito di un furto di una bicicletta e dei tentativi di cercarla. Purtroppo Giuseppe, la vittima del furto, ha compiuto una serie di errori a catena, dettati forse da inesperienza. In primo luogo è uscito con una bici di marca e anche ben tenuta che dà molto nell’occhio. Non che sia vietato, anzi lui stesso dice di averlo fatto perché non aveva alternativa, ma le bici più appetibili sono proprio quelle di marchi blasonati e se le parcheggiate in mezzo a tante altre saranno le prime ad essere prese di mira. Su consiglio dei vigili urbani poi ha fotografato il numero di telaio o meglio quel che credeva fosse il numero di telaio. In realtà ha solo fotografato una serie di numeri (forse il modello e qualche parametro costruttivo) che erano sul manubrio e che non hanno nessun valore per recuperare la bici. Il numero di telaio, quando c’è, di solito è punzonato (inciso) sotto la scatola del movimento centrale, quella parte della bici in cui passa l’asse dei pedali. Anche questa cosa però non è che sia di chissà quale aiuto, non essendo obbligatorio un numero di matricola per le bici può essere semplicemente limato o stuccato senza che nessuno possa obiettare nulla. Ha poi legato la bici in bella vista (bene) in mezzo a tante altre (meno bene, tante bici, tanti ladri). L’ha legata con una catena che nel gergo delle ciclofficine è poco più di un filo interdentale. Sebbene siano solide all’apparenza si tagliano molto facilmente e infatti così e stato, guardate qui piuttosto cosa usano a New York per legare una bici. Per legare la mia bici mi assicuro che la stia legando a qualcosa di solido (sembrerà strano, ma molti pali si sfilano facilmente) uso una catena a sezione quadra per il telaio e

Attrezzi per la bicicletta da portarsi dietro in città

  • ottobre 12, 2012 13:15

Attrezzi da ciclofficinaIl kit che vi servirebbe per stare veramente tranquilli potrebbe essere composto più o meno come in foto, ma potrete essere previdenti quanto vi pare ricordate che è la legge di Murphy:

Se qualcosa può andar male lo farà

che regola le nostre vite e di conseguenza per quanto vi sbattiate vi mancherà sempre proprio l’attrezzo che vi serve. Se anche pensate di infilare in borsa qualche kg di attrezzi questo si rivelerà inutile: se porterete tutti gli attrezzi che avete in casa vi servirà un trapano a colonna o una saldatrice. Se li aveste con voi non avrete accesso alla rete elettrica. Se portate con voi anche un gruppo elettrogeno non avreste benzina e così via. Rassegnatevi: l’universo è fatto contro di noi¹. Fatta questa doverosa premessa vediamo di trovare un giusto compromesso tra quello che vi potrà succedere (tutto) e quello a cui potrete porre rimedio per strada (poco e niente).

Il casco da bicicletta

  • ottobre 9, 2012 13:15

not a fan of the helmetCome detto ieri io uso il casco per andare in bici e aggiungo che lo uso sempre. Ho iniziato a usarlo qualche mese dopo la morte di Eva, dopo che un suo amico ha detto che forse si sarebbe salvata se lo avesse usato. Non è strettamente necessario, non sempre è determinante nel salvarti la vita, spero che non sia mai obbligatorio, ma io continuo ad usarlo e anche ieri mi è stato fondamentale. In rete però si becca gente che dice che è inutile o che addirittura dannoso, ma ogni volta che ho incontrato questo genere di affermazioni non ho mai trovato nessun dato a supporto. Mi ricordano certi complottisti pronti a credere alle teorie più assurde o ragazzini di quindici anni che sostengono che a loro sul motorino non serve perché hanno la testa dura. Io posso invece raccontare la mia esperienza. Nei tre incidenti – fate voi quanto gravi – che ho avuto mi ha di certo protetto. Nel primo e peggiore che ho fatto mi sono ribaltato a 180° perché il portapacchi che andavo a montare su Eva ha deciso di infilarsi nella ruota anteriore. Frattura della mandibola, punti sotto la mento, denti rotti e una bella capocciata. Mi sono alzato ed ero completamente suonato, sono sceso due volte dalla ambulanza per legare la bici, avendo dimenticato che l’avevo legata pochi secondi prima. Medici e infermieri sono stati unanimi nel dire che il ricovero sarebbe stato ben diverso se non avessi avuto il casco. Un’altra volta avevo regolato i freni di Alice in maniera… ehm,  un po’ troppo aggressiva, stavo correndo e una macchina frena improvvisamente, inchiodo pure io:  altro 180°, altri punti sotto il mento, un’altra capocciata e un dito rotto. Anche questa volta i medici hanno detto che il casco è stato utile. Ieri il grosso della botta è stato assorbito dalla ruota anteriore e dal casco stesso, la botta più forte ricordo chiaramente di averla sentita proprio alla testa e sono stato stordito per un po’ di tempo. A voi le conclusioni.

Immagine di dolanh sotto questa licenza CC