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Bici rubata (e consigli per non farsela rubare)

  • ottobre 19, 2012 10:12

Non è il numero di telaio!

Non è il numero di telaio!

Ho letto una serie di articoli sul corriere (1, 2 e un commento qui) a proposito di un furto di una bicicletta e dei tentativi di cercarla. Purtroppo Giuseppe, la vittima del furto, ha compiuto una serie di errori a catena, dettati forse da inesperienza. In primo luogo è uscito con una bici di marca e anche ben tenuta che dà molto nell’occhio. Non che sia vietato, anzi lui stesso dice di averlo fatto perché non aveva alternativa, ma le bici più appetibili sono proprio quelle di marchi blasonati e se le parcheggiate in mezzo a tante altre saranno le prime ad essere prese di mira. Su consiglio dei vigili urbani poi ha fotografato il numero di telaio o meglio quel che credeva fosse il numero di telaio. In realtà ha solo fotografato una serie di numeri (forse il modello e qualche parametro costruttivo) che erano sul manubrio e che non hanno nessun valore per recuperare la bici. Il numero di telaio, quando c’è, di solito è punzonato (inciso) sotto la scatola del movimento centrale, quella parte della bici in cui passa l’asse dei pedali. Anche questa cosa però non è che sia di chissà quale aiuto, non essendo obbligatorio un numero di matricola per le bici può essere semplicemente limato o stuccato senza che nessuno possa obiettare nulla. Ha poi legato la bici in bella vista (bene) in mezzo a tante altre (meno bene, tante bici, tanti ladri). L’ha legata con una catena che nel gergo delle ciclofficine è poco più di un filo interdentale. Sebbene siano solide all’apparenza si tagliano molto facilmente e infatti così e stato, guardate qui piuttosto cosa usano a New York per legare una bici. Per legare la mia bici mi assicuro che la stia legando a qualcosa di solido (sembrerà strano, ma molti pali si sfilano facilmente) uso una catena a sezione quadra per il telaio e

Sgancio rapido o quasi

  • ottobre 7, 2012 15:13
Sgancio rapido antifurto

Soluzione non proprio elegante, ma decisamente funzionale.

Sono tornato qualche giorno fa da New York, dove sono passato prima di andare a San Francisco per il ventennale di Critical Mass. New York è bellissima, ma soprattutto è strapiena di biciclette e i furti devono essere all’ordine del giorno sia per quel che riguarda le bici che i loro componenti. La dimensione di catene e lucchetti usati mi sembra un buon indizio in tal senso. Le ruota sono tra le cose che più spesso vengono rubate, soprattutto se dotate di sgancio rapido e non vengono assicurate con una catena. I messenger newyorchesi hanno trovato questa soluzione, non troppo elegante ma funzionale per risolvere il problema. Applicano allo sgancio rapido una fascetta da idraulico per bloccarlo e dubito che il ladro voglia armeggiare per qualche minuto  con un cacciavite per aprire lo sgancio rapido. Certo si potrebbe cambiare l’asse, ma non è propriamente un’operazione veloce e molti messenger non credo che abbiano a disposizione attrezzi e competenze per farlo. D’altro canto se si buca non si deve per forza smontare la ruota per riparare la camera d’aria e se invece si va di fretta e la si vuole sostituire basta avere a portata di mano un cacciavite per allentare la fascetta e di certo si perderebbero molto più tempo o soldi a legare ogni volta anche le ruote o peggio a farsele fregare.

La vera bici da messenger newyorchese

  • ottobre 7, 2012 03:33

Ecco a voi la vera bici da messenger di NYC!

Il messenger newyorchese è una sorta di essere mitologico nell’ambito dei ciclisti urbani, vuole la leggenda che questo personaggio favoloso per fare un lavoro sottopagato e spesso senza copertura medica utilizzi costosi telai da pista, possibilmente senza freni e che trasporti i suoi carichi in grosse borse a tracolla. Girando per NYC non ho mai beccato questa figura, al massimo qualche hipster che girava su bici con la ruota libera sul mozzo flip flop senza montare il freno anteriore perché così fa fico. D’altro canto la cosa è abbastanza strana: perché dovrei utilizzare un mezzo da competizione, da pista per di più, per andare a fare consegne? Come se invece del furgone si utilizzasse una monoposto da formula 1. Girando girando gli unici che ho beccato che andavano a far consegne per NYC erano sudamericani su MTB come questa. Vi faccio notare l’enorme portapacchi anteriore, le fascette da idraulico che bloccano gli sganci rapidi, la robusta catena per assicurare la bici, il parafango posteriore (ma altre bici lo avevano anche anteriore) e il nastro grossomodo in tinta che copre tutta la bici, non so se per motivi estetici o per proteggerla dai graffi e dall’ossido. Insomma uno strumento di lavoro, senza fronzoli, che permette di salire e scendere dai marciapiedi e che tutto sommato è anche molto meno appetibile per un ladro rispetto a un telaio Bianchi pista, coi cerchi a profilo alto in tinta con la catena, la sella San Marco in pelle e il manubrietto con le maniglie a stella. Alla faccia della leggenda!