Se proprio dovete viaggiare con la bici in treno sappiate che…

  • agosto 8, 2013 12:05

Gatineau-Wakefield Steam Train / Steam Engine Al ritorno dal giretto della Puglia della settimana scorsa io e la mia signora abbiamo preso, ma sarebbe più corretto dire siamo stati costretti a prendere, un treno ad alta velocità, Lecce – Roma. Il treno in realtà è un TAV abbastanza farlocco perché va su linee tradizionali per buona parte del viaggio, ferma in stazioni piccole e poi viene messo sulla linea ad alta velocità solo per il tratto da Caserta a Roma, ma tanto basta a classificarlo e soprattutto farlo pagare come alta velocità. Il materiale rotabile usato era quello dei frecciarossa, ETR 500. Lo abbiamo preso perché non avevamo alternative, ossia sono stati eliminati tutti gli altri treni che potevano fare concorrenza (leggi: più economici), in più, ma qui si aprirebbe una parentesi lunghissima, quando altri treni sono o erano disponibili negli anni li hanno limitati in velocità o hanno aggiunto altre fermate.  Qui però voglio parlare del trasporto bici al seguito. Sul sito di trenitalia si legge:

Trenitalia da sempre si impegna per favorire chi sceglie di sostenere l’ambiente per viaggiare, forte della convinzione che treno+bici sia la soluzione di viaggio più eco-friendly, oltre che sempre più trendy.

Forte della convinzione che eco-friendly e trendy siano solo anglismi da paraculo continuo nella lettura più sotto.

Puoi rendere smontabile una delle due ruote, comprare una sacca già pronta per portarla sempre con te, o realizzarne una. Il mercato, infatti, offre una vasta selezione di sacche appositamente studiate per il trasporto della bici, nelle dimensioni già previste per portarla in treno (80 x 110 x 40 cm), sia questo un treno regionale, un IntercityNotte od Intercity o una delle tre Frecce, Frecciarossa, Frecciargento o Frecciabianca.

Grassetto mio.

Poi per essere più precisi sulle condizioni generali di servizio si legge:

4.1 Gli oggetti ammessi al trasporto
Il viaggiatore può portare con sé gratuitamente nelle carrozze bagagli o altri oggetti facilmente trasportabili (quali passeggini, carrozzine, seggioloni, se pieghevoli, ombrelloni, sdraio, sci, strumenti musicali, ecc.) a condizione che siano posti nello spazio ordinariamente messo a sua disposizione. Può essere tollerato che i bagagli superino tale limite di volume a condizione che non rechino disturbo o danno agli altri viaggiatori, non ostacolino le attività di servizio del personale ferroviario e non danneggino le vetture. In alcuni treni sono previsti appositi spazi dove poter collocare i bagagli di maggior ingombro.

Poi entrando nel dettaglio del trasporto bici:

4.2. Il trasporto delle bici
Il trasporto delle bici è ammesso gratuitamente su tutti i treni, in ragione di una bicicletta per ciascun viaggiatore, purché sia smontata e con tenuta in una sacca o si tratti di una bici pieghevole opportunamente chiusa. In entrambi i casi le dimensioni non devono essere superiori a cm. 80x110x40 e non devono arrecare pericolo o disagio agli altri viaggiatori. A causa della mancanza di appositi vani attrezzati, il trasporto delle bici montate non è consentito.

Inizio a non capire: una volta che ho un bagaglio in una sacca non devo certo dire al controllore cosa porto lì dentro e quindi non capisco perché per le bici ci siano dei limiti di dimensioni mentre per gli altri bagagli no. In più basterebbe sacrificare un posto in qualche vagone per montare due o tre ganci per le bici e sarei pure disposto a pagare per non dover smontare la bici.

Passiamo dalla teoria alla pratica. La mia signora ed io realizziamo delle sacche per il trasporto bici con delle ottime buste dell’immondizia e buone dosi di nastro adesivo. D’altro canto se viaggio in bici non posso nemmeno pensare di prendere una sacca che occuperebbe più spazio di tutto il resto del bagaglio. Le buste dell’immondizia sono leggere e poco voluminose. Evitiamo di mettere le ruote all’interno delle sacche per ingombrare meno e le infiliamo nello spazio tra i sedili (e d’altro canto non è vietato trasportare ruote di bicicletta). Problema: i vani bagagli su questi treni sono minuscoli e riusciamo ad infilare solo una delle bici. Per non dar fastidio agli passeggeri ci spostiamo di posto e mettiamo l’altra bici affianco a un sedile singolo, l’unico della carrozza. Quando arriva il controllore, una sorta di Clint Eastwood in salsa ferroviaria, gioca alla parte del poliziotto buono. Inizia a sostenere che le sacche dovrebbero essere morbide, che ci stava facendo un piacere a non dirci nulla per la bici lungo il corridoio, dimenticando di osservare i trolley di dimensioni assurde lungo lo stesso corridoio. Alle obiezioni della mia signora, basate sul regolamento, ci dice senza mezzi termini che questi sono treni costosi, che trenitalia deve incassare da questi treni e che quindi un po’ tutto è sacrificato per far entrare più persone possibili. In sostanza la gente deve essere stipata come bestiame, senza spazio per i bagagli perché devono incassare più soldi. In più ci è sembrato di percepire una certa voglia di scoraggiarci a riprendere il treno con le bici e ci ha segnalato un servizio per il trasporto bagagli (a pagamento). Un servizio che a una prima impressione sembra fare acqua da tutte le parti e soprattutto si addice poco ad un ciclista che parte per un viaggio itinerante visto che le consegne temo siano fatte solo in un luogo specifico (casa, albergo, ufficio…) tanto per dirne una.  Ad onor del vero, riconosco a Clint Eastwood di averci detto che loro cercano sempre di essere tolleranti con i bagagli, cioè solo in extremis chiedono al viaggiatore di lasciare a terra il bagaglio ingombrante (se è pericoloso per la sicurezza di tutti) probabilmente per la presenza di una coda di paglia lunga quanto tutto il treno e perché probabilmente questo scoraggerebbe i poveri emigranti che tornano dal paese con le caciotte a prendere trenitalia e a rivolgersi ai trasporti su gomma.

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